Presentazione

L’associazione di volontariato GEOforCHILDREN ha in programma dal 28 luglio al 1 agosto 2017 il progetto RIDE TO DOLOMITI, un’iniziativa benefica volta alla sensibilizzazione e alla raccolta fondi a sostegno delle attività dell’associazione in favore dei ragazzi senza famiglia.

Protagonisti di questo progetto sono il fondatore e presidente di GEOforCHILDREN, Paolo Ferraris, e tutta la squadra che nel 2016 ha dato vita al progetto RIDE TO MOSCOW.

RIDE TO DOLOMITI segue infatti il progetto RIDE TO MOSCOW, un percorso ciclistico di oltre 2500 km dal Friuli Venezia Giulia a Mosca, che si è svolto dal 29 luglio al 14 agosto 2016 e che aveva lo scopo di far conoscere l’associazione e raccogliere fondi per il progetto Una Porta per la Vita. Tramite sponsorizzazioni e donazioni il progetto RIDE TO MOSCOW ha raccolto oltre 72.000 euro.

RIDE TO DOLOMITI nasce da un’idea del presidente Paolo Ferraris e del vice presidente Gianluca Bagata e dalla rinnovata collaborazione di GEOforCHILDREN con Starbene Group, già partner per il progetto RIDE TO MOSCOW.

Descrizione del progetto

RIDE TO DOLOMITI è un tour ciclistico di cinque giorni nelle Dolomiti, dal Friuli Venezia Giulia al Trentino-Alto Adige, passando per il Veneto.

A correre su bici da strada sarà una squadra di 8 persone, ciclisti per passione. Paolo Ferraris (fondatore e presidente di GEOforCHILDREN), Alessandro Ferraris e Arturo Giustina, già protagonisti di RIDE TO MOSCOW, saranno di nuovo in sella dopo il lungo viaggio del 2016. Insieme a loro anche Gianluca Bagata (vice presidente di GEOforCHILDREN), Fabio Tromba e Vincenzo Noschese, che l’anno scorso avevano accompagnato il gruppo durante le prime tappe, Alberto Aldighieri e Gianpiero Klancic.

Il gruppo sarà supportato da una squadra di volontari che gestirà la logistica, coordinato da Roberto Travan di Starbene Group.

RIDE TO DOLOMITI prevede un percorso di oltre 700 km in 5 giorni e sopratutto un dislivello complessivo di oltre 11500 metri. I ciclisti di RIDE TO DOLOMITI faranno tappa in quattro dei maggiori centri turistici delle Dolomiti – Auronzo di Cadore, Bressanone, Corvara, Cortina d’Ampezzo – e durante il percorso passeranno attraverso alcune delle zone più belle e rinomate delle Alpi, superando numerosi Passi. Queste le tappe e il percorso in programma:

 

Al termine di ogni tappa, verranno organizzati piccoli eventi ed incontri per presentare l’iniziativa al pubblico e alle amministrazioni comunali.

Inoltre, è in programma per la sera del 1 agosto una festa vicino alla sede di GEOforCHILDREN per accogliere i ciclisti di ritorno dal viaggio e soprattutto per raccogliere fondi in favore delle attività benefiche portate avanti dalla Onlus.

L’obiettivo di RIDE TO DOLOMITI è infatti quello di far conoscere l’associazione GEOforCHILDREN e le sue iniziative in favore dei ragazzi senza famiglia, in particolar modo il progetto “Una Porta per la Vita”, nonché di raccogliere fondi a sostegno di queste attività.

La raccolta fondi si concretizza tramite varie modalità: attraverso donazioni individuali e attraverso un programma di sponsorizzazioni. Sia privati che aziende hanno infatti la possibilità di sponsorizzare in diversa misura le cinque tappe e i Passi del percorso. Tutti i fondi provenienti da donazioni e sponsorizzazioni andranno totalmente a finanziare il fondo.

Obiettivo del progetto: "Una porta per la vita"

Il progetto RIDE TO DOLOMITI ha l’obiettivo di far conoscere e sostenere il progetto “Una Porta per la Vita”, iniziativa benefica di aiuto ad adolescenti in difficoltà, orfani o allontanati dalle proprie famiglie di origine che non possono prendersi cura di loro. “Una porta per la Vita” consiste in un servizio di orientamento per ragazzi e ragazze tra i 12 e i 18 anni che vivono negli orfanotrofi in Russia.

L’obiettivo è quello di accompagnare questi giovani nel loro percorso di crescita prima che escano dagli orfanotrofi e di fornire loro gli strumenti necessari ad affrontare l’età adulta, continuando a seguirli anche quando avranno lasciato gli istituti. È infatti nel momento in cui questi giovani sono costretti a lasciare la struttura di accoglimento, a 18 anni, che compaiono i primi seri problemi nella loro vita. In oltre l’80% dei casi i ragazzi non riescono ad integrarsi completamente nella società e rimangono ai margini.

Il servizio di orientamento coinvolge psicologi, insegnanti e volontari che dedicano le loro competenze ed esperienze ai ragazzi. In particolar modo, attraverso questo servizio, vogliamo mettere i giovani in contatto con la società esterna all’istituto, puntando su due aspetti fondamentali: la scuola e il lavoro. Nel pieno rispetto delle individualità e delle inclinazioni dei singoli, oltre alla possibilità di continuare gli studi, miriamo infatti ad insegnare a questi ragazzi un mestiere, aiutandoli in questo modo ad inserirsi nella società potendo puntare innanzitutto su se stessi. Crediamo che insegnare loro un mestiere e aiutarli a inserirsi nel mercato del lavoro sia molto importante per dare a questi giovani la possibilità di un futuro migliore e per metterli al riparo dai rischi di devianza, criminalità e tossicodipendenza.

Attraverso “Una porta per la Vita” vogliamo sostenere i loro talenti e accompagnarli nel percorso di crescita, dando loro la possibilità di un futuro migliore.

Il messaggio

La scelta di affrontare un lungo percorso in bici per di più in montagna deriva dalla volontà di tutta la squadra di superare i propri limiti e soprattutto di mandare un forte messaggio sia alle persone che li seguiranno sia ai ragazzi per i quali è nata l’associazione.

In bici e in montagna come nella vita è importante non mollare e avere fiducia in se stessi e negli altri. Il percorso non è mai dritto, lineare e semplice: è fatto di ostacoli, di salite, di cambiamenti improvvisi, di imprevisti. L’importante, nella vita così come in montagna e sulla bicicletta, è continuare ad andare avanti, a salire, affidandosi a se stessi ma anche agli altri. La fiducia in sé e nelle proprie capacità è fondamentale, ma se si ha fiducia anche negli altri e se si affronta il viaggio in compagnia, anche il percorso più impervio e difficile sarà un po’ più semplice e leggero.

Questo è il messaggio che con RIDE TO DOLOMITI vogliamo mandare

ai ragazzi che stanno partecipando al programma “Una Porta per la Vita” e in generale a tutti i ragazzi che si sentono soli, abbandonati, non capiti. Per quando arduo possa sembrare il futuro, con forza e determinazione, contando innanzitutto su se stessi ma avendo fiducia anche negli altri, è possibile superare limiti che sembravano invalicabili e raggiungere traguardi che sembravano irraggiungibili.

Questo è il messaggio che vogliamo mandare anche a tutte le persone che si approcciano alla vita pensando che “non si può fare”, che “è impossibile”, che “tanto non cambia niente”. Noi crediamo che si possa fare. La dimostrazione è arrivata l’anno scorso con RIDE TO MOSCOW: 2500 km in bici in 17 giorni attraverso mezza Europa. È stato fatto, si può fare ancora di più.

Soprattutto, con fatica, determinazione, passione e collaborazione si può provare a dare un’alternativa a ragazzi che credono di non averne.